Ogni volta che andiamo al supermercato per fare la spesa siamo costretti a farci i conti in tasca visto l'aumento dei prezzi di tantissimi prodotti. Tra questi ci sono anche i pinoli che possono arrivare a costare fino a 100 euro al chilo, oggi ti spieghiamo il perché.
L'aumento dei prezzi ha fatto sì che, al momento della spesa, scegliessimo prodotti più economici (e meno qualitativi), rischiando, come sottolineato da uno studio, in un peggioramento della dieta. Allo stesso modo, i pinoli sono tra gli alimenti che più hanno subito una variazione del prezzo arrivando a costare tantissimo. Nella cucina italiana le ricette con questi semi sono molto comuni e, per poterle preparare, stiamo iniziando ad acquistarli dall'estero. Ti spieghiamo del perché c'è stata questa impennata clamorosa sul prezzo e se qualcosa potrebbe cambiare nel breve periodo.
Sei un grande amante dell'intramontabile pesto alla genovese o della torta della nonna? Il primo è uno dei piatti più apprezzati della cucina italiana, il secondo è un dolce andato molto in voga nelle case italiane degli anni '80 e '90. L'ingrediente fondamentale e insostituibile per queste due ricette sono i pinoli.
Se prima erano già costosi, oggi sono fra i semi più cari al mondo, arrivando a costare dagli 80 ai 100 euro per un solo chilo. Le ragioni dietro quest'impennata sono molteplici a partire dal processo di raccolta che sta diventando sempre più longevo e complesso.
Ecco quali sono le caratteristiche che rendono i pinoli costosi e in questo periodo in maniera particolare.
Diventati significativamente più costosi negli ultimi anni, l'aumento dei prezzi è legato a fattori economici, ambientali e logistici. Il cambiamento climatico è uno dei principali responsabili: siccità, innalzamento delle temperature soprattutto in aree che in un tempo erano ideali per la coltivazione, stanno facendo diventare la disponibilità dei pinoli sempre più limitata.
I pini, negli ultimi anni, sono stati colpiti da malattie e parassiti che li hanno gravemente danneggiati. Un esempio è il fungo della pigna che può ridurre drasticamente la quantità di pinoli raccolti. Questi fenomeni naturali danneggiano la produzione, creano carenza e fanno aumentare i costi di produzione.
Anche la pandemia ha avuto impatto significativo sul commercio globale e sulle catene di approvvigionamento causando così interruzioni nel trasporto. Le restrizioni ai viaggi, l'aumento del costo del carburante hanno avuto un impatto su diversi beni tra cui anche i pinoli. Tutto ciò ha reso difficile l'import/export dai principali paesi produttori portando ad una scarsità sul mercato.
La combinazione di tutti i fattori descritti poc'anzi contribuisce a rendere i pinoli un prodotto molto costoso. Nonostante l'Italia sia uno dei Paesi con la maggiore tradizioni nell'uso dei pinoli in cucina, la produzione nazionale non è sufficiente a coprire l'intero fabbisogno. Per questa motivazione, la maggior parte dei pinoli consumati, non proviene dall'Italia ma da paesi con climi più favorevoli alla coltivazione dei pini.
L'alta qualità del prodotto e il suo complicato processo di raccolta e lavorazione hanno reso la disponibilità limitata e difficilmente la situazione (a livello di prezzo) potrà cambiare nei prossimi anni. Nonostante tutto questo, però, i pinoli restano un elemento fondamentale in tutte le cucine del mondo.