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11 Dicembre 2024 11:03

Orecchiette in strada solo a scopo dimostrativo: arriva la norma per le pastaie di Bari Vecchia

L'obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra la tutela della tradizione e il rispetto delle norme, garantendo la qualità e la sicurezza dei prodotti e lo sviluppo sostenibile di questo importante settore dell'economia locale. Dopo le festività cambierà parecchio il mondo legato alle pastaie di Bari Vecchia.

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Le storiche pastaie di Bari Vecchia, custodi della tradizione delle orecchiette fatte a mano, stanno vivendo un momento cruciale nel loro percorso di emersione e regolarizzazione. Un'iniziativa promossa dall'amministrazione comunale, in collaborazione con la Asl e le associazioni di categoria, mira a valorizzare questa pratica artigianale rispettando le normative igienico-sanitarie vigenti. La misura si è resa necessaria a causa di un'accusa di giornalisti e food blogger: molte orecchiette sarebbero industriali, altre vengono fatte su tavoli sporchi e ci sono gravi carenze igienico-sanitarie nei ristoranti improvvisati tra le vie della città senza contare tutti gli home restaurant illegali presenti tra i vicoli. Tutto questo ha portato a degli scioperi delle pastaie poi rientrati, e a una presa di coscienza della politica pugliese. Vediamo gli sviluppi della faccenda.

Un patrimonio da tutelare senza farsi sopraffare dalla tradizione

Come sottolineato dall'assessore allo Sviluppo locale e Turismo, Pietro Petruzzelli, le pastaie rappresentano una risorsa straordinaria per la comunità barese. "Faremo tutto il possibile per continuare a valorizzare le tipicità enogastronomiche del nostro territorio", ha dichiarato, evidenziando l'importanza di un equilibrio tra la salvaguardia delle tradizioni e il rispetto delle norme. L’incontro, tenutosi nella suggestiva cornice della Cattedrale di San Sabino, ha delineato le principali linee guida per il processo di regolarizzazione, frutto di un’attenta mappatura delle pastaie attive a Bari Vecchia.

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La tradizione delle orecchiette fatte a mano a Bari Vecchia è effettivamente un patrimonio inestimabile, ma negli ultimi anni è emersa la necessità di regolamentare questa attività per garantire la sicurezza alimentare e valorizzare al meglio questo prodotto tipico. Per molto tempo, le pastaie hanno lavorato in modo informale, spesso preparando le orecchiette direttamente per strada o in ambienti non idonei. Questa situazione, pur affascinante per i turisti, presenta dei rischi per la salute dei consumatori e non garantisce la qualità del prodotto.

L'amministrazione comunale, in collaborazione con le autorità sanitarie e le associazioni di categoria, ha quindi deciso di avviare un percorso di regolarizzazione, introducendo una serie di norme che tutelino sia i consumatori sia le stesse pastaie. Tra le misure principali, spiccano:

  • Scia e Haccp: le pastaie, ora classificate come operatori del settore alimentare, dovranno presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia) al Comune e rispettare il protocollo Haccp per garantire la sicurezza alimentare.
  • Corso Osa: dopo le festività natalizie, le pastaie frequenteranno un corso di formazione specifico per ottenere la certificazione di Operatore del Settore Alimentare.
  • Norme igienico-sanitarie: è richiesto il mantenimento di condizioni igieniche ottimali nei locali e nelle attrezzature utilizzate, con un sistema di autocontrollo semplificato.
  • Tracciabilità: obbligatoria la conservazione dei documenti fiscali relativi all'acquisto delle materie prime e alle transazioni commerciali.La Tradizione si Trasforma

Uno dei punti più dibattuti riguarda il divieto di preparare pasta fresca all’esterno delle abitazioni, se non a scopo dimostrativo. Sebbene il gesto simbolico di impastare davanti ai turisti potrà continuare per valorizzare la tradizione, le orecchiette destinate alla vendita dovranno essere prodotte in casa. Questa decisione ha suscitato perplessità tra le pastaie, alcune delle quali lamentano difficoltà logistiche e una possibile perdita del valore culturale del rito. Una delle protagoniste ha espresso un’opinione più conciliatoria: “Io lo faccio da una vita, non tutti abbiamo lo spazio dell'Arco… prepariamo in casa, e il banco sta davanti alla porta. Si può fare”.

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Quello che i piatti non dicono
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