Parole amare quelle del vincitore dell'edizione numero 12 di Masterchef, che servono a spiegare, ancora una volta, come un talent show non possa sostituire la gavetta.
"Per la prima volta in vita mia ho smesso di vedere un futuro davanti a me": uno sfogo che racconta l'amarezza e la delusione, ma anche lo stress di essere sotto i riflettori. Sono le parole di Edoardo Franco, vincitore di Masterchef Italia 12, che ha recentemente utilizzato il suo profilo Instagram per condividere riflessioni sulla sua esperienza post talent show. "Da quando ho vinto Masterchef il tempo non ha mai smesso di correre, non mi sono mai fermato un momento e anche quando avrei potuto farlo ho preferito festeggiare, stare in giro e godermela. In un certo senso mi stavo distruggendo".
Dopo aver vinto Masterchef 12, Edoardo Franco ha iniziato una carriera come food content creator e ha anche partecipato all'edizione del 2024 dell'Isola dei Famosi. Adesso pubblica una nuova riflessione sui social per raccontare della frustrazione post talent show. Edoardo ha ribadito che la vittoria a Masterchef non lo ha trasformato automaticamente in uno chef professionista – un'illusione che si ravvisa anche negli sfoghi di un'altra vincitrice, Eleonora Riso – sottolineando l'importanza della gavetta e della formazione sul campo e ha parlato delle difficoltà incontrate dopo la vittoria, e di un periodo di smarrimento.
"Avevo il costante bisogno di fare e disfare era solo un modo per non affrontarmi, per evitare di porre uno sguardo più intimo verso il mio io e realizzare cosa fosse successo. A volte esplorarsi fa paura, ma fa ancora più paura sentirsi arrivato e smettere di evolvere. Negli ultimi mesi ho ragionato molto e ho capito che dovevo dare la priorità a me, non al lavoro, non ai social. Ho rincorso gli altri smettendola di ascoltarmi, mi stavo perdendo e per la prima volta in vita mia ho smesso di vedere un futuro davanti a me".
Edoardo ha raccontato di aver attraversato un periodo complicato dopo la vittoria, sentendosi "distrutto" e con difficoltà a immaginare un futuro. Ha parlato di aver toccato il fondo, ma di aver trovato in questa esperienza la spinta per rimettersi in gioco. "Probabilmente per l’ennesima volta ho toccato il fondo, ed era quello che mi serviva per rimettermi in gioco".
"Avevo bisogno di un cambiamento netto ed ho deciso di tornare tra i banchi, tra gli studenti per ricordarmi che ho ancora un lato innocente, giocoso e curioso nonostante vada per i trent’anni. Avevo bisogno di togliermi dalla città, per ricordarmi che si vive anche senza spingere in continuazione. Avevo bisogno di allontanarmi dalle persone che amo per ricordarmi che un po’ mi amo ancora. Volevo ringraziare @masterchef_it per avermi regalato questa opportunità e @alma_scuola_cucina per avermi accolto, ma soprattutto volevo ringraziare i miei compagni di corso per accompagnarmi in questo viaggio che sarà la cosa più normale ma al contempo folle che abbia vissuto negli ultimi anni".
Un talent show come Masterchef, pur offrendo una grande visibilità e opportunità, non garantisce automaticamente un futuro nel mondo della ristorazione per diverse ragioni: la prima è che la televisione tende a spettacolarizzare la cucina, enfatizzando l'aspetto competitivo e drammatico. La realtà della ristorazione è fatta di lunghe ore di lavoro, disciplina e apprendimento continuo. Masterchef fornisce una vetrina, ma non sostituisce l'esperienza sul campo: diventare uno chef professionista richiede anni di studio, pratica e lavoro in cucina. Un programma così può essere un trampolino di lancio, ma non un punto di arrivo.