Scegliere una carbonara da assaggiare a Roma non è un'impresa facile: per questo abbiamo deciso di fare una selezione delle migliori carbonare da provare.
Roma, città eterna, culla di sapori antichi e tradizioni culinarie che si tramandano di generazione in generazione. Tra i suoi tesori gastronomici, un piatto regna sovrano, capace di evocare emozioni e scatenare passioni: la carbonara. Un'icona della cucina romana, un'esplosione di gusto che affonda le radici nella storia e si reinventa ogni giorno, senza mai perdere la sua anima autentica, scatenando anche molte polemiche.
In questo viaggio alla scoperta delle migliori carbonare della Capitale, ci addentreremo tra vicoli e trattorie, alla ricerca di quel perfetto equilibrio che una carbonara a regola d'arte richiede. Suggeriremo interpretazioni classiche e rivisitazioni audaci, lasciandoci guidare dal profumo intenso del guanciale croccante, dalla cremosità avvolgente del tuorlo e dalla sapidità del pecorino romano.
Ma la carbonara non è solo un piatto, è un'esperienza sensoriale che coinvolge tutti i nostri sensi: è un simbolo di convivialità, di condivisione, di amore per la buona tavola. E in questa città, dove ogni angolo racconta una storia, ogni carbonara ha la sua anima, il suo segreto, la sua magia. Ecco dunque quali sono per noi le migliori carbonare da assaggiare assolutamente a Roma.
Indirizzo: via delle Muratte 23
Non potevamo evitare di partire in questa selezione da Nabil Hadj Hassen, che abbiamo intervistato per farci raccontare la sua ricetta e farci dare qualche consiglio. Dopo essere stato per tantissimi anni il cuoco di Roscioli, lo chef tunisino dal 2021 è resident da Baccano, un locale che fa una grande selezione di prodotti e vini, due passi da Fontana di Trevi. Malgrado la vocazione internazionale, Baccano propone primi della tradizione romana fatti a regola d'arte ed è un indirizzo ottimo per chi vuole mangiare al centro ma decisamente "lontano", a livello gastronomico, dai circuiti turistici. Qui l'alta qualità è di casa.
Indirizzo: via Gallia 28
Una nuova sede non lontana da quella ormai da considerare "storica" per la trattoria contemporanea di Sarah Cicolini, che dal 28 marzo 2025 si trova in via Gallia, nei pressi di Porta Metronia (quartiere Appio-Latino). La chef è ormai un punto di riferimento per la cucina romana e del Centro Italia, dopo 8 anni di successi, e la sua carbonara non è mai uscita dal menu, perché richiestissima: la chef abruzzese la prepara con pasta corta, pecorino romano e guanciale di Re Norcino.
Indirizzo: via di Monte Testaccio 97
Un locale situato nel cuore di Roma, da cui si vede il celebre Monte dei Cocci, ideale per chi vuole immergersi completamente nell'atmosfera capitolina: qui c'è Flavio De Maio, una vera istituzione della santissima trinità – carbonara, cacio e pepe e amatriciana – da tempo ormai immemore. La sua carbonara è "old school": rigatone (qualche volta anche in versione formato lungo), guanciale, uova, pecorino, pepe. Niente carbocreme, si tratta di una carbonara rustica e davvero golosa, con un'abbondante aggiunta di pecorino. Altra sede, per chi si trovasse in zona Prati, a Piazza dei Quiriti (e una a Milano).
Indirizzo: salita de' Crescenzi 31
Neanche a dirlo, questa storica trattoria romana si trova in un posto unico, vista Pantheon. Armando Gargioli, non solo cuoco ma anche scrittore, negli anni '60 era il punto di riferimento per vip e bongustai della Roma bene: oggi i suoi figli Fabrizio e Claudio tengono saldamente il timone della nave, mentre la nuova generazione, la terza, sperimenta con l'accoglienza dei clienti. Sono stati i primi ad abbinare lo champagne alla carbonara, una carbonara fatta con guanciale di Montefiascone, uova con tuorlo rosso di San Bartolomeo, pasta Martelli, pecorino romano e parmigiano. Per chi vuole assaporare l'atmosfera da Dolce Vita, ma senza prendere fregature e assaggiando un piatto di grande fattura.
Indirizzo: via Giuseppe Gioachino Belli 59
La carbonara "lineare" – come l'ha definita lui stesso – di Arcangelo Dandini, l'"ambasciatore" della cucina romana: un piatto semplice, che spesso viene arricchito e caricato di sapore oltremodo. Qui invece si punta sul gusto, riducendo la quantità di pepe, mantecando a freddo il pecorino di Gavoi, eliminando l'albume (pare sia stato il primo a farlo): il risultato è un piatto goloso ma allo stesso tempo elegante al palato, lontana anni luce dalle versioni più popolari. La pasta? Mezze zite di Gragnano.
Indirizzo: via dei Giubbonari 21
Dopo Hassen da Roscioli – Salumeria con cucina è arrivato Gabriele Giura, che non ha assolutamente tradito le aspettative di colore che frequentano un posto come questo, vero tempio del gusto immerso in un oceano di proposte turistiche di scarsa qualità. La carbonara qui è fatta con lo spaghettone, il guanciale artigianale, un tris di pepi selezione Roscioli, le uova di Paolo Parisi e il pecorino romano Dop. La Salumeria con cucina è uno dei locali della famiglia Roscioli, a circa 200 metri da Campo de’ Fiori: qui troverai anche le materie prime per rifare a casa la carbonara di Giura (e magari qualche consiglio dello chef). Ti consigliamo di prenotare con anticipo.
Indirizzo: piazza del Teatro di Pompeo 18
The "king of carbonara", come è stato definito (e si è auto definito), è Luciano Monosilio: la sua carbonara ha fatto scuola tanto quanto quella di Hassen. Il locale si trova vicinissimo a Campo de' Fiori, ma lontanissimo, almeno a livello gastronomico, dai circuiti turistici. Un passato da Pipero, dove ha reso famosa la sua carbonara anche grazie all'invenzione della "carbocrema", ormai celeberrima, che lui ai tempi (si parla del 2012) "carbomix": una crema consistenza quasi vellutata, ottenuta grazie a una lavorazione particolare dei tuorli d'uovo. Nel suo ristorante la carbonara, anzi la Signature Carbonara, si fa ancora così: e del resto è impossibile levarla dalla carta.
Indirizzo: via di Ponte Quattro Capi 16
Sarebbe impossibile non menzionare in questo elenco la carbonara di "Sora Lella", benché non sia un piatto storico del ristorante sull'Isola Tiberina, una volta dedicato tutto al quinto quarto. La trattoria di famiglia è ben gestita dai 4 nipoti di Elena Fabrizi, una vera istituzione del cinema e della cucina romana. Qui potrete assaggiare alcuni piatti della cucina romana meno celebri, ma soprattutto una carbonara fatta a regola d'arte, con rigatoni o (o spaghettoni) di Gragnano, guanciale di maiale nero dei Nebrodi, pecorino romano, vino bianco secco per sfumare, uova e pepe.
Indirizzo: via di Ponte Quattro Capi 16
Nel cuore di Trastevere una trattoria di qualità aperta dal 1935. Enzo, scomparso ormai negli anni '80, troneggia da una grande foto nel locale, mentre Maria Chiara, Francesco e Roberto Di Felice hanno fatto rinascere questa trattoria storica. Un locale in cui non si può prenotare (serve armarsi di pazienza e fare la fila) e che è anche una piccola bottega per gli acquisti gastronomici. La carbonara qui è fatta con i rigatoni selezione “Da Enzo”, guanciale di Amatrice Igp, pecorino Dop dell’Agro Romano, uova e pepe nero del Sarawak.
Indirizzo: via Giovanni da Empoli 5
Siamo in zona Ostiense, a 400 metri dalla Piramide Cestia: qui nel 2017 Tommaso Pennestri e Valeria Payero hanno aperto una trattoria contemporanea che ha subito riscosso grande successo, grazie alla proposta gastronomica che lega la tradizione romana alla creatività dei due. Grande la selezione delle materie prime, qui la carbonara si fa come da tradizione, ovvero saltata direttamente in padella. Cremosa ma non troppo, la celebre pasta viene fatta tendenzialmente con rigatoni e tocchi di guanciale dal peso non indifferente perfettamente rosolati.
Indirizzo: viale della Piramide Cestia 71
Sempre in zona Piramide, come si evince anche dal nome, una trattoria classica aperta dal 1967, ideale per chi cerca una carbonara super tradizionale. Qui il proprietario Valerio Salvi – terza generazione della famiglia alla guida del locale e nipote di Gioacchino – insieme allo chef Paolo Sirianni propongono una carbonara dal sapore deciso e intenso, fatta con maccheroni reale Senatore Cappelli, guanciale di Amatrice affumicato, uova bio e pecorino romano.
Indirizzo: via Natale del Grande 52
Una menzione dovuta per il ristorante di Barbara Agosti, format tutto basato sulle uova che propone una carta delle carbonare con ben 10 versioni fra cui scegliere: la classica, la viola (con la cipolla rossa caramellata), l'arancione (con zucca mantovana e mandorle tostate), la verde (con i carciofi), la boscaiola (con i porcini), la nera (con il tartufo), la rosso fuoco (con ‘nduja e stracciatella), la porpora (con petto d'anatra e caciocavallo), la carboca (con uova d'oca) e soprattutto la carbonara 1954, ovvero la prima versione di carbonara mai pubblicata, con tonnarelli acqua e farina, pancetta rosolata, aglio in camicia, uovo, gruviera. L'imbarazzo della scelta, come si suo, dire.
Indirizzo: via delle Palme 44D
Un indirizzo più decentrato che ti permetterà però di scoprire l'interessante e vivace quartiere di Centocelle: si tratta di una trattoria "popolare", aperta da Paolo (in sala) e Daniele Camponeschi (in cucina) nel 2018, contribuendo così ad alzare l'asticella del panorama gastronomico di zona, in continua evoluzione. Niente paura se non trovi la carbonara: basterà chiedere al cuoco e ti verrà servita. Com'è fatta Rigatoni cotti al punto, crema da soli tuorli e guanciale e pecorino romani dalle selezioni di Proloco Dol.
Indirizzo: viale dell'Acquedotto Alessandrino 172/174
La trattoria come te la immagini. Sempre a est – sud est, un indirizzo punto di riferimento per tutta la zona: Osteria Bonelli, trattoria classica situata tra i quartieri Tuscolano e Prenestino. Una cucina diretta, tradizionale, senza imbellettamenti e trucchi di sorta e soprattutto dal gusto deciso: così è anche la loro carbonara, fatta con tonnarelli o bucatini (di solito ma non sempre) e ricchissima di guanciale rosolato al punto giusto.
Indirizzo: via Alessandro Severo 220
I fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli hanno aperto Trecca, non lontano dalla tenuta di Tormarancia, nel 2017, ma sono ben conosciuti anche per altri locali della Capitale, come Circoletto e Pantera. Una cucina non del tutto tradizionale e allo stesso tempo golosa e abbondante, che ha da sempre valorizzato il quinto quarto, ma che propone anche una carbonara rustica e invitante: la chiave è la miscela di tuorli con una parte di albumi e la mantecatura nella padella tiepida.