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24 Febbraio 2025 11:20

La nuova norma dell’Unione Europea sugli sprechi alimentari ci porta i controlli in casa?

La proposta di una nuova norma per combattere gli sprechi alimentari richiede una grande attenzione a ciò che avviene nelle nostre case perché è proprio nelle abitazioni private che c'è la maggior parte dello spreco. Bisogna stare tranquilli però: non avrai visite a sorpresa delle forze dell'ordine.

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Ogni casa butta 1/3 del cibo acquistato, ogni ristorante getta nella spazzatura il 30% degli ingredienti utilizzati. Sembra assurdo eppure è proprio quello che sta accadendo in Europa per questo l'UE ha proposto una nuova normativa sugli sprechi alimentari che punta a cambiare questa realtà. Entro il 2030, l'Europa si impegna a ridurre gli sprechi alimentari del 30% pro capite per famiglie, ristoranti e venditori al dettaglio, e del 10% per i produttori. Un obiettivo ambizioso, che nasce dalla consapevolezza che il cibo è un bene prezioso, da rispettare e valorizzare. Vediamo insieme i dettagli della proposta.

Non è un'invasione nella tua cucina, ma un invito alla responsabilità

A partire dal 2030 (se la normativa viene accettata dal Parlamento) in UE ci sarà una riduzione degli sprechi alimentari molto importante. Un obiettivo che coinvolge tutte le parti in causa: produttori, ristoranti, supermercati, famiglie. Molti si stanno chiedendo in che modo l'Unione Europea possa controllare lo spreco delle famiglie, la preoccupazione maggiore c'è nella tanto temuta invasione della privacy.

Stando a quanto scrive Dissapore "saranno le singole nazioni che dovranno mettere in campo misure per spingere gli operatori economici a prevenire gli sprechi, e a rendere più semplici le donazioni di alimenti non venduti (che siano sicuri per il consumo umano). L’accordo parla poi anche del settore tessile, provando a mettere limiti agli sprechi del cosiddetto fast fashion".

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La normativa prevede una riduzione della produzione di rifiuti alimentari del 10% per i settori della lavorazione e trasformazione degli alimenti, e del 30% pro capite per la vendita al dettaglio, ristoranti, servizi alimentari e famiglie. Queste percentuali saranno calcolate rispetto ai livelli di spreco registrati nel biennio 2021-2023, suggerendo che il processo di riduzione dovrebbe essere già iniziato. Se da un lato c'è la preoccupazione per la privacy, mal riposta come abbiamo visto, dall'altro c'è la critica alla normativa perché troppo poco ambiziosa. La richiesta iniziale era di un 40-20 poi ridotto a 30-10 che secondo gli ambientalisti è un obiettivo troppo modesto rispetto a quanto richiede un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo.

È importante capire che questa normativa non è un'intrusione nella tua vita privata, ma un invito a una maggiore consapevolezza e responsabilità. Come ha sottolineato anche Dissapore, l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio dei Ministri dell'UE rappresenta un passo avanti significativo. Ridurre lo spreco alimentare è una sfida che riguarda tutti noi. È un impegno per un futuro più sostenibile, equo e consapevole. Un futuro in cui il cibo non è uno spreco, ma una risorsa preziosa da condividere.

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