Le erbe aromatiche termolabili sono quelle che perdono il sapore in cottura a causa della temperatura; le erbe aromatiche termoresistenti sono quelle che invece resistono al calore e, anzi, sprigionano ancora più gusto.
Le erbe aromatiche sono utilissime in cucina e possono trasformare un piatto ma avrai sicuramente notato che a volte alcune erbe mantengono il profumo anche dopo lunghe cotture, mentre altre "svaniscono" nel calore. Questo è perché le erbe aromatiche si differenziano in termolabili e termoresistenti, ciò significa che alcune resistono al calore mentre altre col calore si distruggono. In realtà la distinzione netta tra erbe completamente termolabili e termoresistenti è una semplificazione. Tutte le erbe aromatiche contengono composti volatili che, in una certa misura, si alterano con il calore (non necessariamente in negativo). Tuttavia, possiamo raggrupparle in base a come il loro profilo aromatico cambia durante la cottura tenendo bene a mente che il calore in cucina trasforma ogni cosa.
Partiamo dal principio: che significa termolabile e cosa significa termoresistente? Termolabile significa "sensibile al calore": quando diciamo che un'erba aromatica è termolabile, vuol dire che non sopporta bene le alte temperature. I suoi composti aromatici tendono a degradarsi o evaporare velocemente quando l'erba viene esposta al calore, soprattutto per tempi prolungati. Il risultato? Se la cuoci troppo a lungo perde il suo profumo e sapore. È per questo che erbe come il basilico o il prezzemolo si usano a crudo o solo a fine cottura.
Termoresistente, al contrario, significa "resistente al calore": un'erba termoresistente mantiene – o addirittura sviluppa – i suoi aromi anche durante lunghe cotture. In alcuni casi, il calore ne esalta le caratteristiche rendendole più avvolgenti. È il caso di erbe come il rosmarino, la salvia o l’alloro, che puoi aggiungere già a inizio cottura senza timore di rovinarle. Dobbiamo sempre tener a mente che il calore è un fattore trasformativo: cambia la consistenza, intensifica i sapori, ma può anche annullarli. Le erbe aromatiche non fanno eccezione.
Le erbe aromatiche termolabili sono quelle più delicate. Hanno un profumo fresco, vivace, spesso erbaceo, ma i loro aromi si disperdono facilmente durante la cottura. Questo significa che se le metti in pentola all’inizio della preparazione, rischi di non sentirle più nel piatto finito. Per valorizzarle, devi aggiungerle solo a crudo o a fine cottura, magari fuori dal fuoco, quando il piatto è quasi pronto da servire.
Le erbe termolabili più comuni sono:
Le erbe termoresistenti, invece, sono più robuste. Hanno aromi più strutturati, spesso legnosi o balsamici, e resistono molto meglio alle lunghe cotture. Anche esteticamente si possono vedere: molte hanno dei veri e propri legnetti nella struttura. In questi casi, il calore non solo non le rovina, ma le aiuta a liberare lentamente oli essenziali, rendendo il piatto più ricco e complesso. Sono le erbe che puoi mettere in padella sin dall’inizio, magari insieme a un filo d’olio extravergine, per costruire una base aromatica forte. Il rosmarino, il timo, la salvia e l’alloro sono tra i protagonisti di questa categoria. Pensa a un arrosto, a uno stufato o a una zuppa: queste erbe reggono ore di cottura e restano sempre riconoscibili, anzi, migliorano nel tempo.
Le erbe termoresistenti più comuni sono:
Conoscere la differenza tra questi ingredienti non è una sottigliezza da nerd della cucina ma un'informazione fondamentale che ti aiuta tantissimo a casa, anche se sei alle prime armi. Scegliere l'ingrediente giusto, per il piatto giusto e usarlo nel momento giusto evita sprechi e valorizza tutto il piatto. Oltre alla scelta dell'erba, devi tenere a mente la cottura perché una cosa è una cottura lenta in umido, un’altra è una rosolatura veloce. Nel primo caso, le erbe resistenti avranno tutto il tempo di liberare i loro aromi. Nel secondo, rischi di bruciarle se non le gestisci con attenzione. Il consiglio è sempre lo stesso: osserva, annusa, assaggia. La regola di base è semplice: piatto freddo, erba fresca e delicata. Piatto caldo e strutturato, erba resistente e robusta.
Puoi anche usare le erbe in modo intelligente per infondere aroma. Un rametto di rosmarino nella pentola del riso in bianco cambia tutto. Una foglia di salvia nel brodo dà una nota raffinata. E non dimenticare che puoi anche profumare l’olio: basta lasciarci dentro per qualche giorno delle erbe secche (mai fresche, per evitare muffe) per ottenere un condimento speciale.