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3 Aprile 2025 12:08

Dazi Usa sul vino al 20%: potrebbero costare all’Italia 323 milioni di euro all’anno

Moscato d'Asti, Pinot grigio, Chianti Classico, i rossi toscani Dop, i rossi piemontesi, Brunello di Montalcino, Prosecco e Lambrusco le denominazioni che potrebbero subire le perdite maggiori.

A cura di Francesca Fiore
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"Con i sanguinosi dazi americani al 20% il mercato dovrà tagliare i propri ricavi di 323 milioni di euro all’anno, pena l’uscita dal mercato per buona parte delle nostre produzioni": queste le dichiarazioni di Lamberto Frescobaldi, il presidente di Unione italiana vini (Uiv), commentando le misure che entreranno in vigore in questi giorni. Per questo chiede di distribuire l'impatto dei sovra costi lungo tutta la filiera, con produttori, importatori e distributori che dovrebbero ridurre i propri margini per evitare che le misure economiche impattino esclusivamente sui consumatori.

I danni al vino italiano

Se è vero, come ormai è chiaro, che gli americani saranno i primi a subire delle conseguenze dalle politiche economiche di Donald Trump, è altrettanto vero che i paesi esportatori sono in fase di allarme da un po'. Dopo varie dichiarazioni, ora è l'Unione Italiana Vini (UIV) a esprimere forti preoccupazioni riguardo per l'impatto potenziale che le misure avranno sul settore vitivinicolo. "Perciò Uiv – ha spiegato Frescobaldi – è convinta della necessità di fare un patto tra le nostre imprese e gli alleati commerciali d’oltreoceano che più di noi traggono profitto dai vini importati; serve condividere l’onere dell’extra-costo ed evitare di riversarlo sui consumatori". Il mercato statunitense è infatti un mercato cruciale per il vino italiano: in particolare saranno colpiti i vini italiani della fascia "popular", che rappresentano una parte significativa delle esportazioni.

Per questo l'idea di distribuire i costi su tutta la filiera, con una sorta di patto fra i vari attori. "Sarà difficile per molti, ma ciò che oggi spaventa ancora di più è che si ingeneri un gioco al rialzo davvero esiziale tra l’amministrazione americana e quella europea: l’accoglimento in sede Ue della proposta del ministro degli Esteri Tajani di escludere gli alcolici, e quindi il vino, da eventuali dispute sarà fondamentale". L'idea è di distribuire l'impatto lungo tutta la filiera – comprendendo quindi produttori, importatori e distributori – per valore complessivo di 323 milioni di euro su un totale di 1,94 miliardi di export, in modo da mantenere invariati i prezzi al consumatore.

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Quali vini italiani sono in pericolo

L'analisi condotta dall'Osservatorio Uiv rivela che ben il 76% delle 480 milioni di bottiglie italiane esportate lo scorso anno negli Stati Uniti si trova in "zona rossa", cosa che determinerà un forte impatto negativo sull'export del vino italiano verso gli Stati Uniti, con conseguenze potenzialmente devastanti per i produttori e un'esposizione sul totale delle spedizioni superiore al 20%. In totale, sono a rischio 364 milioni di bottiglie, per un valore di oltre 1,3 miliardi di euro, pari al 70% dell'export vinicolo italiano verso il mercato americano.

Ma quali sono le denominazioni più a rischio? Secondo Uiv il Moscato d'Asti, con un'esposizione del 60% sul mercato USA, il Pinot grigio (48%), il Chianti Classico (46%), i rossi toscani Dop (35%), i rossi piemontesi (31%), il Brunello di Montalcino (31%), il Prosecco (27%) e il Lambrusco.

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