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31 Marzo 2025 11:00

Cos’è e come si usa in cucina il burro di karité

Lo chiamano “oro africano” e non a caso: questo prodotto estratto dalla noce di un frutto tipico dell’Africa occidentale è un prodotto preziosissimo, dalle infinite proprietà che lo rendono molto utilizzato in campo cosmetico. Ma lo sai che può essere usato anche in cucina? Ecco come.

A cura di Martina De Angelis
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È un burro ma totalmente vegetale, si ottiene dalla noce del frutto di un albero (Vitellaria paradoxa) che cresce nelle savane dell’Africa occidentale ed è un prodotto dalle proprietà portentose: si tratta del burro di karité, chiamato anche “oro africano” proprio per indicare quanto sia prezioso da molteplici punto di vista.

Il burro di karité (si chiama così perché questa parola vuol dire proprio “albero del burro”) è infatti un prodotto molto nutriente, ricchissimo di grassi sani, di vitamine e di omega 3, tutti componenti che lo rendono prezioso da più punti di vista. In Occidente è conosciuto soprattutto come prodotto cosmetico – è una vera benedizione per trattamenti legati al benessere di pelle e capelli – ma in realtà nella sua terra d’origine è usatissimo anche in cucina.

Questo burro vegetale, infatti, non è appiccicoso e ha una texture cremosa molto gradevole, con un odore e un sapore che ricordano fortemente quello della nocciola: con il burro di karité puro e non raffinato puoi preparare tantissime ricette, ma anche usarlo come grasso per friggere o saltare in padella gli alimenti. Ecco tutto quello che devi sapere sul burro di karité.

Che cos’è il burro di karité

Il burro di karité è una miscela di sostanze grasse che vengono estratte dalle noci dei frutti di Vitellaria paradoxa (o Butyrospermum parkii), un albero appartenente alla famiglia delle Sapotacee conosciuto come “albero della giovinezza” proprio per le proprietà dei suoi frutti. Legnoso e ad alto fusto, questo albero cresce negli aridi e sterminati paesaggi della savana sub-sahariana e può vivere fino a 300 anni.

Il burro di karité si presenta con un colore bianco/giallastro e un forte odore di nocciola, è solido a temperatura ambiente ma si scioglie immediatamente con il calore, anche con il semplice contatto con la pelle proprio come succede all’olio di cocco, uno dei prodotti più usati tra quelli estratti dalla noce di cocco. È un prodotto molto versatile e dal ricchissimo profilo di nutrienti, che lo rendono ideale sia per l’uso alimentare sia in campo cosmetico, dove è usato per trattamenti per capelli e pelle.

Il metodo di produzione tradizionale delle donne africane prevede che i frutti dell’albero vengano raccolti da metà giugno a metà settembre, momento ideale per la loro maturazione. Rimossa la polpa del frutto si estrae il nocciolo, la parte lavorata per ottenere il burro: il processo prevede la bollitura o la tostatura dei semi, l’essiccazione al sole per circa un mese e la frantumazione tramite pestatura e macinatura, fino ad ottenere un composto pastoso.

La noce viene poi tritata e lavorata a mano con acqua, fino a quando la parte grassa si separa fino a quando la parte grassa si separa, dopodiché il burro ottenuto viene fuso, purificato da eventuali residui del guscio e impurità e, infine, fatto solidificare. Il procedimento artigianale è piuttosto lungo e laborioso, motivo per cui oggi per velocizzarlo spesso il burro è ottenuto tramite l’utilizzo di macchinari appositi.

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Proprietà e benefici del burro di karité

Cosa rende così prezioso il burro di karité? Sicuramente il fatto che, se lo compri puro e non raffinato, è un prodotto interamente naturale e molto versatile, da usare sia in cucina che per la cura del corpo. Ma soprattutto questo prodotto viene apprezzato per la sua composizione, un mix di componenti benefici da molteplici punti di vista.

Prima di tutto, come molti altri prodotti vegetali analoghi, il burro di karité è composto principalmente da una ricca miscela di acidi grassi tra cui spiccano l'acido miristico, l'acido vaccenico, l'acido beenico, l'acido lignocerico e l'acido gadoleico. Inoltre sono presenti in grande quantità anche vitamine liposolubili ad azione antiossidante, come la provitamina A e la vitamina E, che gli conferiscono gran parte delle sue preziose virtù; a completare il profilo ci sono anche altre vitamine come la D e la E, il lattice (motivo per cui non può essere consumato dagli allergici a questa sostanza) e omega 3.

Proprio questa ricchissima composizione rende il burro di karitè particolarmente apprezzato per la cura e dei capelli particolarmente secchi: grazie alle sue proprietà idratanti, nutrienti, emollienti, rigeneranti e antiossidanti rientra nella composizione di molteplici prodotti cosmetici, come saponi, creme corpo, shampoo, maschere, doposole e burrocacao. Dal punto di vista alimentare presenta gli stessi benefici ma deve essere usato con moderazione a causa del suo alto contenuto di grassi.

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Come si usa in cucina il burro di karité

Il burro di karité è molto usato in cucina nelle sue terre d’origine, mentre in occidente ancora non è molto diffuso come alimento. In realtà è un prodotto che può essere molto versatile in cucina, se lo compri di qualità alimentare, biologico e non raffinato: prima di tutto ha un punto di fumo molto elevato, caratteristica che lo rende ideale per friggere e per saltare in padella.

In generale il burro di karité si usa in cucina come materia grassa vegetale, quindi può essere tranquillamente un sostituto del burro o dell’olio. Si usa in particolare per condire, rosolare, soffriggere, proprio come il comune olio da tavola, e al posto del burro nella preparazione di dolci di ogni tipo e prodotti da forno di ogni tipo (ottima alternativa vegana al classico burro di origine animale).

Puoi anche usarlo spalmato sul pane come faresti col burro o con l’olio, ma lo puoi inserire anche in preparazioni liquide come zuppe, vellutate o frullati per renderli ancora più cremosi. A livello industriale il burro di karité viene addizionato al burro di cacao per produrre cioccolato e miscelato con altri burri vegetali per essere utilizzato nel campo della confetteria.

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