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5 Marzo 2025 11:37

Cibo spazzatura, con 5 giorni di alimentazione malsana puoi alterare l’attività cerebrale

Troppo junk food fa male al cervello: bastano infatti cinque giorni di cattiva alimentazione per alterare le funzioni celebrali e rischiare in malattie più serie. Ecco cosa dice uno studio tedesco.

A cura di Enrico Esente
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Che i cibi ultraprocessati comportassero seri rischi per la salute è risaputo, ma bisogna aggiungere il risultato di un nuovo studio: con una dieta di soli alimenti spazzatura, entro cinque giorni si possono alterare le funzioni cerebrali. Stando a uno studio condotto in Germania, un eccesso di pietanze ricche di grassi e zuccheri cambiano in negativo la risposta del cervello all'ormone dell'insulina. 

Il cibo spazzatura cambia l'attività celebrale di un uomo sano

Secondo una ricerca pubblicata su Nature Metabolism, le persone che non hanno una dieta sana ed equilibrata potrebbero avere una ridotta sensibilità all'insulina nel cervello. Basterebbero infatti soltanto cinque giorni di "leggerezza" alimentare, nutrendosi di cibi saturi di zuccheri e grassi per alterare il funzionamento dell'encefalo: la ricerca voleva indagare quale fosse la risposta che il cervello dà dopo aver seguito un regime alimentare del genere, seppure per breve periodo. È stata Stephanie Kullmann, neuroscienziata dell'Università di Tubinga, in Germania, a condurre un'indagine su come cambiasse la funzione celebrale dopo meno di una settimana di dieta squilibrata.

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I cambiamenti, dopo cinque giorni, si vedono prima sul cervello e poi sul fisico. A essere modificata è quindi la risposta all‘insulina, l'ormone che il pancreas rilascia per regolare gli zuccheri nel sangue e che dovrebbe attenuare la sensazione di fame dopo aver svolto la sua funzione sul cervello che è quella di regolare l'assunzione di cibo. 

Iperattività e perdita di sensibilità

Nell'esperimento sono stati testati 29 adulti di sesso maschile e 18 di questi sottoposti a una dieta ipercalorica di cinque giorni. Cioccolato al mou, patatine imbustate, bibite gassate, brownies e chi più ne ha più ne metta. Ogni partecipante doveva aggiungere all'alimentazione standard quotidiana, un"pacchetto" di circa 1500 kcal giornaliere. Non tutti sono riusciti a gestire l'enorme mole di cibi ultraprocessati da integrare alla dieta, alcuni hanno integrato solo 1200 kcal al giorno. Dal momento che lo studio era incentrato sulla risposta cerebrale all'insulina, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di spruzzare questo ormone, sotto forma di spray, direttamente nelle narici. Attraverso una risonanza magnetica si è poi visto l'afflusso sanguigno al cervello permettendo di studiare così l'attività prima e dopo la dieta squilibrata.

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Dalle analisi è emerso che il gruppo dei volontari, dopo cinque giorni di cibo spazzatura, aveva un'attività aumentata in tre regioni celebrali coinvolte nella risposta ai cambiamenti alimentari. La risultante è che situazioni del genere sono state riscontrate in persone già affette da obesità e resistenza all'insulina e gli indizi non sono positivi: il rischio è quello del diabete di tipo due. Il pericolo di ricadute è sempre frequente, anche cambiando alimentazione e stile di vita. Lo dimostrano precedenti studi su persone obese dove, chi ha un cervello più sensibile all'azione dell'insulina, può perdere peso più velocemente rispetto invece a chi ha un encefalo in grado di resistere all'insulina. Un ultimo fattore da menzionare dello studio tedesco è quello della perdita della sensibilità: le due settimane di cibo spazzatura hanno portato a una minore attività cerebrale in due regioni del cervello associati alla memoria e alla risposta ai segnali visivi legati al cibo.

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