Meno usato dei più famosi limoni e arance, questo frutto può essere considerato un alleato della salute grazie alle sue straordinarie proprietà nutritive.
Tra le sfumature degli agrumi, il cedro emerge come una gemma poco conosciuta, un concentrato di storia e salute che attende di essere valorizzato. Questo frutto, spesso trascurato a favore di limoni e arance, cela al suo interno un concentrato di proprietà nutritive che lo rendono un vero e proprio alleato del benessere. Scopriamo quali sono le caratteristiche e i benefici del cedro e perché merita un posto d'onore nelle nostre cucine.
Originario delle regioni dell'Asia, il cedro è menzionato in antichi testi sanscriti, e la sua presenza è testimoniata in molte culture orientali, dove era simbolo di prosperità e fertilità. Nel Mediterraneo, arrivò attraverso i commerci fenici, diventando presto un elemento prezioso nei giardini degli aristocratici romani, che lo usavano in cerimonie, riti e offerte agli dei. Con la caduta dell'Impero Romano, la sua coltivazione subì un declino, senza mai scomparire del tutto.
Nel Medioevo, l’agrume fu riscoperto grazie ai commerci arabi, che ne diffusero l'uso e ne celebrarono le virtù in tutta la regione mediterranea. Durante il Rinascimento, il cedro consolidò la sua presenza nelle corti italiane, dove era apprezzato non solo come frutto da tavola ma anche per le sue proprietà medicinali. Era comune trovarlo nei giardini botanici dell'epoca, e la sua immagine era spesso rappresentata nelle nature morte e nelle opere d'arte, simbolo di abbondanza.
Oggi, il cedro è un frutto che si può considerare quasi esotico nelle nostre cucine, e sta riconquistando popolarità grazie alla sua versatilità e ai suoi benefici. In Italia abbiamo una produzione d'eccellenza: in provincia di Cosenza, a Santa Maria del Cedro, si coltiva la varietà liscia diamante, apprezzata in tutto il mondo.
Il cedro e il limone, pur appartenendo alla stessa famiglia degli agrumi, si distinguono per una serie di tratti caratteristici che ne fanno due frutti con personalità ben distinte. Più grande, tondo e con una scorza spessa e rugosa il primo, più piccolo, ovale e con buccia liscia e sottile il secondo.
La coltivazione del cedro si differenzia da altri agrumi per le sue specifiche esigenze climatiche e di crescita. Predilige un clima mediterraneo, è vulnerabile al freddo e necessita di terreni ben drenati e soleggiati. Alcuni alberi auto-fertili e possono produrre frutti autonomamente, mentre altri richiedono l'impollinazione incrociata per una produzione ottimale. Questo processo può essere naturale, grazie all'azione di insetti impollinatori, o assistito dall'uomo. L'impollinazione incrociata è spesso preferita per la sua capacità di incrementare la diversità genetica e migliorare la robustezza e la qualità dei frutti. Questi ultimi hanno un ciclo di maturazione più lungo, permettendo loro di rimanere sull'albero per mesi senza deteriorarsi. La stagione di raccolta principale è in inverno, estendendosi talvolta alla primavera, con la peculiarità di una lunga permanenza sui rami, a differenza di altri agrumi che possono avere più cicli di raccolta annui.
Il cedro non è solo un piacere per i sensi, ma anche un concentrato di benefici per la salute. Questo agrume, meno noto dei suoi cugini più famosi, è una vera e propria miniera di virtù nutrizionali che possono contribuire al benessere dell'organismo.
Usare il cedro nella dieta quotidiana può quindi essere un modo delizioso e naturale per prendersi cura del proprio corpo, beneficiando delle sue molteplici proprietà salutari.
Sebbene non sia un frutto comunemente presente nelle nostre cucine, è incredibilmente versatile. La scorza è un vero e proprio tesoro culinario. Candita o essiccata, diventa protagonista in molti dolci della tradizione, dove il suo gusto si sposa perfettamente con la dolcezza degli zuccheri e la ricchezza del burro, creando un connubio di sapori che è un vero piacere per il palato. Ricca di oli essenziali, è perfetta per aromatizzare dolci e liquori. La polpa può essere utilizzata nelle insalate, mentre spremendone il succo, si possono aromatizzare dolci o creare dissetanti bevande.